Pmi, la formazione avanzata è condizione di competitività

https://consultingforinnovation.it/pmi-la-formazione-avanzata-e-condizione-di-competitivita, 10 dic, 2018

Va oltre i numeri la riflessione di Carlo Robiglio, presidente della Piccola industria di Confindustria, alla fine del primo anno di mandato. La persona come elemento centrale per la competitività delle aziende. Ma non solo: imprenditori e lavoratori insieme, protagonisti di quell’entità economica e sociale che è l’impresa, una comunità con un ruolo di collante e tenuta dei territori.

Per 12 mesi ha girato l’Italia, tra le imprese, ascoltando e spingendo sui tre temi che sono il cuore della sua presidenza: cultura d’impresa, responsabilità sociale dell’imprenditore e crescita. «Tre argomenti legati: il welfare, le competenze, gli investimenti in sicurezza creano un ecosistema che coinvolge direttamente la vita delle persone e crea valore per le imprese, aumentando la produttività e la competitività». Si tratta di sbloccare il potenziale delle Pmi, sostiene Robiglio, «puntando sulla resilienza, e quindi la capacità del sistema imprenditoriale di restare sul territorio, di essere forte a sostegno della comunità, di aprirsi al cambiamento, adottando nuovi modelli di business, spingendo l’imprenditore ad uscire dall’azienda, guardando a ciò che succede fuori e ad aprire il proprio capitale per crescere».

Le Pmi impegnate nella sfida del cambiamento, quindi, con gli occhi rivolti inevitabilmente all’azione di governo. «L’obiettivo è lo stesso, la crescita. Noi non siamo l’opposizione, siamo la rappresentanza delle piccole e medie imprese, abbiamo a cuore le nostre aziende, che creano lavoro, e il paese. Ma non possiamo trovarci d’accordo su alcuni temi come il reddito di cittadinanza, sul depotenziamento di Industria 4.o e della formazione legata allo sviluppo del digitale. L’evoluzione tecnologica impone una maggiore formazione, altrimenti ci troviamo con macchinari innovativi e senza le persone che siano in grado di utilizzarli», dice Robiglio. Occorre un cambiamento di rotta e maggiore attenzione su alcuni temi: «Il lavoro e la formazione sono una priorità…». E poi la formazione: «Bisogna aumentare le competenze. Servirebbe un grande progetto formativo, dalle superiori alle università. Ma ci sono anche altri temi finora non affrontati che servirebbero per spingere il cambiamento delle imprese: una finanza innovativa per supportare gli imprenditori a non ricorrere solo alle banche, ad aprire il capitale, ad aumentare il patrimonio aziendale. Per esempio, sono stati creati i Pir, occorrerebbe rendere possibile investire anche in aziende non quotate». Resilienza, cambiamento per crescere, una nuova cultura d’impresa: su questi tre temi forti della sua presidenza Robiglio ha constatato che le imprese stanno già cambiando passo: «Chi è sopravvissuto alla crisi iniziata nel 2008 ci è riuscito reinventandosi, investendo, diventando più forte. Un impegno che va continuato. Mai come ora tutto ruota attorno alla persona». Un esempio è il welfare aziendale: «Le imprese che hanno preso iniziative in questo senso non solo hanno reso migliore la qualità di vita dei lavoratori, ma sono più produttive e quindi più competitive, recuperando quel gap negativo che ci distanzia da altri paesi industriali europei. Anche più formazione e competenza vuol dire più produttività e più competitività». A questo si aggiunge un «grande piano» per mettere in sicurezza le imprese sul territorio, su cui, dice Robiglio, «stiamo lavorando e che presenteremo nei prossimi mesi. La Piccola, infatti, ha già iniziato questo percorso, firmando nel 2016, dopo il terremoto, un protocollo di intesa con la Protezione civile. Rendere resilienti le imprese è un valore per il paese, significa rendere più forte il territorio. Senza aziende non c’è lavoro e le persone se ne vanno. È il ruolo sociale dell’imprenditore che diventa vantaggio competitivo». Un aspetto che si sta valorizzando anche con le banche: «Abbiamo già sottoscritto un accordo con Intesa Sanpaolo per considerare gli investimenti in sicurezza un elemento qualitativo dell’azienda che possa comportare un miglioramento del rating. Vorremmo discuterne anche in un tavolo con l’Abi, per valorizzare gli elementi intangibili, dalla sicurezza, compresa la cybersecurity, ai brevetti, ai marchi, al tema della filiera. È il nostro impegno: cambiare per essere più forti e crescere. Su questo vorremmo un dialogo con il governo e ci auguriamo che ci possa essere».

La formazione avanzata gioca ad oggi un ruolo fondamentale per la competitività delle aziende. È diventato necessario aprirsi al cambiamento, adottando nuovi modelli di business. Consulting for Innovation realizza percorsi mirati di formazione a più livelli, poiché oggi è indispensabile uscire dalla propria azienda per guardare a ciò che succede fuori.

Data Pubblicazione: 30/11/2018

Scritto da: Nicoletta Picchio

Pubblicato su: IL SOLE 24 ORE

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