Pillole di Theory of Constraints (TOC) – Logical Thinking Tools

Dentro la Theory of Constraints c'è un gioiello poco conosciuto. 

Un set di strumenti che ci aiutano a pensare in modo sistemico e che sono indispensabili per progettare un futuro migliore, più sostenibile e meno rischioso per le nostre aziende.
Il lascito più grande di Eli Goldratt.

Ho dedicato a questo argomento 3 webinar:

  • 8 novembre  - Il ciclo di cambiamento completo e gli strumenti per pensare in maniera focalizzata e sistemica
  • 13 dicembre  - la prima domanda fondamentale: What to change?
  • 10 gennaio 2022  - la seconda domanda fondamentale : What to change to? 

Solo per dare un assaggio.

Cosa fare quando scopriamo che il nostro processo è predicibile MA produce anche UDEs (effetti indesiderati) cioè risultati non all'altezza delle aspettative (scarti, MUDA, inventory)? 

Non ci rimane che migliorare il processo, ma se la situazione è complessa  da dove comincio? 

Qual è il punto su cui fare leva per ottenere il miglior risultato con il minore sforzo? 

Come faccio a mettere d’accordo punti di vista differenti, di persone che vengono misurate in modo diverso?

E qui un colpo di genio, utilizzare gli “scarti” del processo, i nostri UDEs come materia prima del processo di miglioramento; la strumentazione che ci serve per mettere a fuoco il punto critico, per ridurre la complessità a semplicità, ce lo fornisce la TOC – Theory of Constraints, si chiama CRT (current reality tree – albero della realtà corrente).

IL CRT consente di scavare in profondità per risalire dai sintomi (UDEs) alle situazioni che li causano, è uno strumento che favorisce il lavoro di gruppo, che favorisce la verbalizzazione degli assunti (ricordate Daniel Kanheman e il suo libro "Pensieri lenti e veloci") è uno strumento che ingegnerizza e ottimizza le tecniche dei “molti perché”.

Il CRT è una mappa causa effetto che collega il problema centrale (espresso sotto forma di conflitto) ai sintomi percepiti.

Una volta individuata la causa radice è possibile estirparla con tutti i sintomi (UDEs) ad essa collegati.

Ma il CRT fa anche di più, permette di misurare molto precisamente la quantità di cambiamento che le persone sono disposte a fare in cambio del miglioramento ottenibile. Permette di misurare quindi la portata del vero e unico fattore limitante una organizzazione, gli assunti delle persone che la compongono e in particolare di quelle persone cui è demandata la guida dell’organizzazione, il management.

 

 

 

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